27 marzo 2018

Un e-commerce per domarli…

Mi chiamo Filippo Banti, sono un imprenditore ed un esperto di finanza; insieme ad altri professionisti sono l’ideatore del progetto Turbo, l’acceleratore di impresa recentemente divenuto partner strategico di Confcommercio, e mirato a sviluppare le aziende locali coi propri servizi informatici, finanziari e legali.

In questo articolo Vi racconto la mia prima esperienza con il commercio online, quando ero ancora poco più di uno studente. Nel 2006 la Cina era ancora un paese lontano, e sebbene alcuni siti di grossisti come AliBaba fossero già online, non era semplice trovare contatti affidabili: la fregatura era sempre dietro l’angolo!

La mia prima “brillante” trovata fu il tentare di ordinare 4 pezzi di console “Playstation 2” da un venditore cinese il cui contatto era stato reperito online. In Italia il prezzo al pubblico era ancora intorno ai 1000 euro, ma questo venditore prometteva di spedirne 4 pezzi per circa 1800euro totali. Dopo aver pagato rigorosamente in anticipo e con bonifico (come si usa a tutt’oggi fare per gli acquisti ingrosso con la Cina) ed aver atteso circa un mese, mi arrivò un piccolo pacchetto che avrebbe dovuto contenere le 4 console, ma in realtà nascondeva l’equivalente del “mattone napoletano”, ovvero una maglia da hockey su ghiaccio, per giunta di misura extra-large!

La fregatura bruciava ma la mia testa era dura abbastanza da volerci riprovare, questa volta in maniera più organizzata. Feci ricerche più approfondite, abbandonando l’idea improbabile di importare prodotti di marchi ufficiali come Sony o Apple, e mi concentrai sulla ricerca di un articolo interessante ma ancora non diffuso in Italia. La scelta ricadde su dei piccoli box metallici in grado di contenere un Hard Disk da computer, che consentivano di vedere su una normale TV di casa i film e la musica copiati sugli Hard Disk stessi. Introdussi io stesso il nome, e li chiamai “box multimediali”. Dopo aver ordinato dei campioni di prova e quindi certo della bontà del prodotto e della reale esistenza della fabbrica produttrice, ordinai un quantitativo equivalente a 9mila euro di merce. Mi serviva però un canale di vendita, non avendo negozi fisici né potendomi permettere l’affitto di un fondo commerciale. La merce l’avevo stivata nel garage di casa.

Mi misi quindi all’opera per la creazione del mio primo e-commerce, negozio di vendita online. Non ero un programmatore esperto né tantomeno un grafico, ma avendo conoscenze informatiche generali e leggendo molto su internet riuscii a metter su una rudimentale versione di negozio online per la mia azienda di prodotti elettronici, la “Rossopulcino srl”. A quel tempo avevo una unica tipologia di prodotto, in 4 o 5 modelli differenti, ma tant’era. Essendo un articolo poco conosciuto ed avendo inventato io il nome dell’oggetto non faticai moltissimo a posizionarmi per quella parola in prima pagina sui motori di ricerca (gli algoritmi erano comunque molti diversi da quelli di oggi), complice anche le Aste Ebay dove ancora l’articolo era estremamente poco diffuso e che quindi avevo monopolizzato.

Per farla breve senza una strategia ben definita, non esistendo i canali social e affidandomi quindi soltanto ad Ebay ed al mio e-commerce il primo anno riuscii a fatturare circa 90mila euro. L’azienda è cresciuta nei seguenti 5 anni arrivando a fatturare fino a 400mila euro in una singola annata migliore, con oltre 300 diverse tipologie di articoli. Niente male per un capitale di partenza di 9mila euro. Successivamente la Rossopulcino ha dovuto scontare gli effetti della forte crisi ed il cambiamento dei tempi, oltre alla mia volontà di dedicarmi ad altri progetti. Ad oggi resta il marchio e l’attività di importazione ingrosso che si auto-sostiene grazie al passaparola ed alla fiducia dei grossi clienti conquistati negli anni, consentendo al sottoscritto di dedicarsi allo sviluppo di altre attività.

E se volessi un e-commerce anche tu?

Per chi oggi volesse replicare una strategia del genere, o più semplicemente volesse raggiungere un pubblico più vasto di quello locale, la situazione si è molto complicata. Innanzitutto moltissime fabbriche estere, cinesi e non, hanno iniziato a proporre i loro prodotti autonomamente su e-commerce ed aste italiane, senza ricorrere a intermediari. Inoltre gli e-commerce e le vendite online si sono moltiplicate a dismisura, e quindi per emergere servono idee, strategie congiunte e meccanismi molto più complessi, altrimenti si rischia di non aver risultati e pensare che internet non sia una vera opportunità.

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Le cose da sapere sono infinite, e spesso implicano conoscenze assolutamente estranee a quelle necessarie all’attività commerciale o consulenziale svolta. Il problema deve essere affrontato da più angolazioni: sicuramente si deve lavorare sulla percezione del valore del proprio prodotto o servizio, raccontarlo e proporlo alla giusta nicchia di mercato, renderlo visibile tra le ricerche di google, e infine avere una struttura di e-commerce funzionale e semplice da utilizzare che favorisca il posizionamento e l’indicizzazione dei propri contenuti.

 

Noi di Turbo abbiamo elaborato una serie di strumenti e di servizi finalizzati proprio allo sviluppo delle attività di piccole e medie dimensioni: possiamo fornirti gli strumenti (vetrina, blog, ecommerce, app per dispositivi mobili) e l’approccio giusto per far crescere la tua azienda tramite campagne pubblicitarie Google e Facebook, gestione dei canali social, produzione di contenuti specifici e fino alle più complesse strategie incrociate per rivaleggiare coi tuoi competitor. 

Questo perché non siamo solo dei bravi tecnici ma anche degli imprenditori che come te e prima di te hanno vissuto le difficoltà del mercato, e ci si confrontano ogni giorno.

Un nostro consulente ti affiancherà nell’analisi della tua attività per valutare quali siano le priorità per la tua impresa, tenendo in massima considerazione la tua capacità di investimento e la necessità di convertirlo in utile nel più breve tempo possibile.

In questo stesso momento mentre tu stai leggendo queste righe, un tuo rivale sta pubblicizzando la sua attività su internet. Chi non cresce e non investe, presto o tardi muore.

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